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Intolleranze alimentari

Intolleranza al glutine

Il nostro corpo è una macchina perfetta e meravigliosa, programmata per funzionare al meglio, per molti, moltissimi anni, a patto di rifornirla del giusto carburante. Tutti sanno che se dovessimo versare nel serbatoio di un’auto a benzina del gasolio, l’auto si guasterebbe irrimediabilmente. Il nostro corpo, allo stesso modo ma molto più lentamente, in anni, cioè, di abusi alimentari o più semplicemente, di utilizzo quotidiano di alimenti non adatti al nostro metabolismo, vedrà sviluppare disturbi cronici, obesità e patologie, spesso anche gravi.

In questi anni ho sentito molti pazienti riferire di problematiche, a loro dire famigliari. L’eccesso di colesterolo, eccesso di peso, ipertensione o glicemia alta, sono le più frequenti. Il nostro DNA porta scritta la nostra storia, anche sanitaria,che ereditiamo dalla nostra famiglia di origine. Dico sempre ai miei pazienti, rincuorandoli, che non è un destino ineluttabile, che, evidentemente, abitudini alimentari radicate e tramandate, hanno fatto si che le predisposizioni genetiche, comunemente presenti in ogni essere umano, portassero allo sviluppo di quelle particolari patologie. Percio’ anche dei piccoli cambiamenti, del nostro stile di vita, possono essere determinanti.

Non nascondo a nessuno che senza impegno e determinazione, non è possibile arrivare al risultato ma, anche se inizialmente il cambiamento puo’ apparire difficile, i risultati ottenuti sono talmente evidenti che ogni sforzo è ampliamente compensato. L'alimentazione delle popolazioni cosiddette civilizzate, è cambiata radicalmente negli ultimi 50 anni. Pensate che affinchè un organismo vivente si possa adattare a diverse abitudini, soprattutto di tipo alimentare, adattare cioè il suo apparato digerente e il suo metabolismo, sono necessarie molte generazioni, centinaia di anni.

Ciò vi fa capire le difficoltà che il nostro organismo ha incontrato e incontra ancora, con la quantità e qualità di cibi lavorati, ricchi di coloranti e conservanti, di additivi vari. La nostra alimentazione è dettata dalle aziende multinazionali, che ci inducono, spesso anche con messaggi ingannevoli, a consumare alimenti spazzatura. Le intolleranze alimentari e i disturbi ad esse correlati, sono la conseguenza di ciò.

Un'altra ragione, molto importante, è stata quella di aver perso la consuetudine di allattare al seno i bambini, passata di moda nel periodo dagli anni '60 fin oltre gli anni 2000, considerando più comodo e altrettanto benefico il latte in polvere adattato. Il latte materno è il migliore alimento per i nostri piccoli, soprattutto quando la mamma si alimenta a sua volta in modo corretto. Fortunatamente molti pediatri, recentemente, hanno ripreso a consigliare l'allattamento al seno preferibile per la salute del piccolo e da non sottovalutare anche molto più economico per il bilancio familiare.

In generale la popolazione occidentale è sovralimentata. La quantità di calorie che introduciamo giornalmente sono veramente troppe, soprattutto considerando lo stile di vita della maggioranza di noi. Usiamo l'auto anche per spostarci di pochi metri, non disdegnamo ascensori e scale mobili. Anche per chi va in palestra 2 ore la settimana non sono giustificate tante calorie. Il nostro corpo sa naturalmente cosa gli serve, per avere energia sufficiente ad affrontare la giornata. Purtroppo non siamo più in grado di ascoltare i segnali che il nostro corpo ci invia abbiamo perso il contatto con i nostri istinti, per due ragioni principali:
sia perchè molte persone si fanno attrarre dalle diete alla moda e continuano a stressare il loro organismo seguendo spesso regimi alimentari troppo restrittivi reprimendo forzatamente la sensazione di fame, obbligando l'organismo ad entrare in fase di “risparmio energetico” di “carestia”,
oppure hanno mangiato, abusandone, per troppo tempo cibi spazzatura, carenti di valori nutrizionali importanti, ma ricchi di glutine, zuccheri, additivi alimentari o esaltatori di sapore, come il glutammato, che creano una vera e propria dipendenza.

Anche l'abuso di zuccheri e di alimenti il cui metabolismo da appunto risultato di un aumento della glicemia, cioè dei cereali e soprattutto quelli contenenti glutine. Infatti il cibo è considerata una delle peggiori droghe delle popolazioni considerate “civilizzate”. Pensate che alcuni alimenti, una volta ingeriti, inducono la liberazione di neutrasmettitori, quali la dopamina, che genera benessere.

Attraverso la conoscenza delle proprie intolleranze alimentari, e il semplice piano alimentare adatto, si generarà in voi una vera e propria “disintossicazione”, perdrete peso, vi sentirete come non vi eravate mai sentiti. Molti di voi avranno di conseguenza benefici sul piano della salute, i valori ematici come colesterolo, trigliceridi e glicemia scenderanno rapidamente, i valori pressori rientraranno facilmente nei valori ottimali, dolori articolari, acne e altri problemi di pelle miglioreranno, anche chi soffre di malattie autoimmuni ne avrà dei benefici insperati.

Non voglio creare false speranze, ma posso dire queste cose perchè ho visto con i miei occhi dei risultati sorprendenti in molti pazienti. Non nascondo che le prime due settimane di questo nuovo stile di vita è duro, tanto più duro quanto più siamo abituati ad assumere cibi spazzatura, ma la rigidità durante queste prime due settimane porta a dei risultati sorprendenti.

Questa non è da considerarsi una Dieta, ma deve essere un periodo di TRANSIZIONE, che ci porterà a cambiare per sempre la nostra concezione di alimentazione , e cambierà anche i nostri gusti. Vi sorprenderete ad apprezzare degli alimenti sempre snobbati, e vi troverete ad eliminare quasi completamente quegli alimenti che prima consideravate delle vere e proprie leccornie.
 

Intolleranze e allergie

Essere intolleranti ad alcuni alimenti è differente dall’esserne allergici; l’allergia implica una risposta quasi immediata da parte del nostro sistema immunitario, nell’arco infatti di pochi minuti, si può scatenare una reazione, mediata dalle Ig, cioè dalle immunoglobuline, che nei casi più gravi può portare anche allo shock anafilattico.

L’intolleranza è molto più subdola e difficile da identificare. Giorno dopo giorno l’utilizzo di alimenti intolleranti, determina un vero e proprio avvelenamento, un’intossicazione, data dall’accumulo di tossine, generate proprio dall’alimento inadatto. Queste tossine che, circolando nel sangue, sensibilizzano, a luingo andare, il nostro sistema immunitario, generando, nei pazienti predisposti una alterazione della risposta, portando anche a patologie autoimmuni. Inoltre questo accumulo di tossine genera spesso infiammazione delle pareti intestinali, generando la cosiddetta sindrome dell’”intestino bucato” (leaky gut sindrome) o alterazione della permeabilità intestinale, oggi sospettata di essere la causa di molte patologie come: morbo celiaco, malattia di Crohn, eczema atopico, fastidi digestivi, affaticamento cronico, asma, emicrania...

Questa maggiore permeabilità permette anche a tossine, batteri, funghi, parassiti di passare nel sangue. Inoltre un’alterazione della mucosa intestinale, determina anche un'alterata produzione delle difese immunitarie generate proprio a livello intestinale.

E’ POSSIBILE DIVENTARE INTOLLERANTI A QUALUNQUE ETA’ OPPURE ESSERLO DA SEMPRE MA MANIFESTARE I SINTOMI SOLO IN ALCUNI PERIODI DELLA VITA e purtroppo lo si resta per sempre.

Le conseguenze dipenderanno dalla velocità con la quale verrà ristabilita la “chiusura” della barriera epiteliale dell'intestino. Nella pratica, l'organismo riconosce immediatamente l’alimento e tenta di “tenerlo sotto controllo”; quando viene superata la soglia di tolleranza, compare il sintomo.
 

Intolleranze alimentari e patologie

L'intolleranza alimentare (allergia alimentare ritardata) altro non è che un fenomeno di accumulo, di continua e ripetuta stimolazione del sistema immunitario. Per questo i sintomi o i “disturbi” rimangono per così dire “subclinici” per molto tempo, finché l’accumulo di cellule infiammatorie (citochine) non è tale da sovrapporsi ai fisiologici meccanismi di difesa; solo allora tali sintomi si rendono evidenti. Quindi non è l'alimento a provocare una intolleranza ma la continua stimolazione del sistema immunitario che determina nel tempo la comparsa di uno stato infiammatorio o il venir meno delle fisiologiche difese immunitarie.

E’ bene ricordare come molte patologie siano dovute dalla presenza di uno stato infiammatorio persistente quindi è plausibile pensare che una patologia infiammatoria otterrà beneficio se riusciamo a migliorare o eliminare uno stato infiammatorio generale.Per questo molte patologie possono attualmente avere una loro patogenesi nella evidenza di una sensibilizzazione alimentare e riuscire a risolvere tale intolleranza può in molti casi portare a risoluzione dei sintomi e della patologia stessa correlata alla contemporanea presenza di una intolleranza.

Riporto di seguito le patologie che più frequentemente possono correlarsi alla presenza di una sensibilizzazione alimentare:
Sistema nervoso centrale - Cefalea ed emicrania, difficoltà di concentrazione, astenia, sonnolenza, affaticamento, sindrome da stanchezza cronica, alcune forme di insonnia.
Apparato respiratorio - Allergie Respiratorie, riniti, sinusiti, bronchiti, asma, tosse difficoltà di respirazione faringite o laringite recidivante, raucedine, poliposi nasale e sinusale, russamento (roncopatia), ostruzione nasale, olfatto ridotto o aumentato, "raffreddore da cibo".
Apparato cardiovascolare - Palpitazioni, pesantezza e ritenzione idrica degli arti inferiori
Cute - Eruzioni cutanee, eczema, orticaria, acne, dermatiti, prurito cutaneo, ritenzione idrica e linfedema, eritema solare.
Apparato gastrointestinale - Gonfiore e dolore addominale, nausea, difficoltà digestiva, stipsi o diarrea, colon irritabile, gastrite, celiachia, flatulenza, meteorismo intestinale, eruttazioni, pesantezza post-prandiale.
Apparato genitourinario - Cistiti, vaginiti, infezioni, dismenorrea, candidosi, cistiti abatteriche (quelle in cui non sembra esserci alcun battero responsabile), ripetizione di queste patologie, enuresi, mestruazioni abbondanti o dolorose o irregolari.
Muscoli e articolazioni - Mialgie e crampi, tendenza agli strappi, dolori articolari, artriti, rigidità muscolare, artrite reumatoide.
Miglior rendimento atletico dello sportivo amatoriale ed agonista.
Metabolismo, diabete e obesità - Trattamento del sovrappeso e dell’obesità, dismetabolismo lipidico e glucidico. Numerosi sono gli studi che mostrano una correlazione tra intolleranza agli alimenti e sovrappeso: controllando l'assunzione degli alimenti non tollerati si può ottenere una riduzione dell'infiammazione indotta dagli alimenti, una riduzione dei radicali liberi e un miglioramento della sensibilità insulinica, con effetti a cascata sul metabolismo. In genere comunque, qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica dovrebbe fare riflettere sulla possibilità di poter diagnosticare una ipersensibilità alimentare nascosta.
Varie - Congiuntivite, stanchezza cronica immotivata, pefs (cellulite), miglioramento performance muscolare sportiva.